Parola del giorno: Merry Christmas.

Oggi, in quanto 25 dicembre, sarebbe scontato e banale parlare di come la mattina di Natale, appena sveglia, scendevo giù dal letto, facevo le scale correndo, e ancora insonnolita e senza aver fatto colazione, andavo in soggiorno e vedevo pacchetti enormi di regali  e speravo che Babbo Natale avesse letto la mia letterina e mi avesse dato ascolto. Sarebbe scontato e banale dire che passavo tutto questo magico giorno a giocare coi giochi, mangiare dolcetti e talvolta, osservare la neve cadere, con la punta del naso rigorosamente appiccicata al vetro. Sarebbe scontato e banale parlare di come a metà pomeriggio mia madre mi preparasse una cioccolata calda che io bevevo con calma solo perché era ancora troppo fumate, e intanto continuavo a giocare senza sosta con i desideri che Babbo Natale aveva voluto esaudire. Sarebbe scontato e banale dire che poi, verso sera, dopo aver cenato con la famiglia, ci mettevamo tutti quanti a guardare qualche film o cartone animato a tema, di come andavo poi a letto serena e felice per la bella giornata appena trascorsa, ma che un pochino ero triste perché era già terminata.  E’ scontato e banale, è vero, ma per me rimarranno sempre ricordi che custodirò con piacere, quelli che mi faccio riaffiorare non solo il 25 dicembre di ogni anno, ma anche spesso, durante giorni anonimi, qualsiasi dell’anno. D’altronde viviamo per arricchirci e custodire ricordi, no? Perciò, quale migliore giorno dell’anno se non oggi, per ricordarsi delle cose belle della propria vita?

Annunci

Parola del giorno: Sguardi.

La vita è fatta di sguardi. I tuoi occhi ne incroceranno milioni in tutto l’arco del tuo tempo. Ogni giorno quanti sguardi incrociamo? Sguardi curiosi, sguardi dispiaciuti, sguardi felici che sembra quasi di sentir ridere, sguardi inquisitori, sguardi distratti, sguardi piacevoli, sguardi pericolosi, sguardi che precedono l’arrivo di una lacrima delicata che andrà a segnare la tristezza sul volto. E poi, sguardi sfuggenti, sguardi interessati, sguardi che ti accarezzano, sguardi che ti cambiano il corso della giornata, sguardi che all’improvviso vedono imporporarsi le tue guance. A quanti sguardi incontrati per caso diamo importanza?

Ogni giorno mi rendo conto che il posare il mio sguardo su una persona, uno sconosciuto, possa aiutarmi a capire cose di me. Con uno sguardo riesco a confrontarmi con gli altri, e soprattutto cerco di mettermi nei loro panni, cerco di “essere loro” per tutto il tempo che il mio sguardo avrà voglia di indagare su quello sconosciuto e sulle esperienze che si porta dietro. A volte osservo qualcuno solo per un attimo (sguardo improvviso, sfuggente, disinteressato), attimo talmente breve che non mi permette nemmeno di imprimere nella mente il ricordo di quella persona. Altre volte il mio sguardo viene attirato da qualcosa: un profumo particolare, un colore, un tic, un indumento, un viso, il modo di parlare, una fossetta che buca la guancia, un oggetto inusuale, un’espressione che in quel momento vedo su quel volto. Piccoli particolari, piccoli segni, piccoli momenti di confronto, brevi attimi che mi fanno curiosare ed entrare a passi lievi nella vita di quello sconosciuto, immaginando cosa magari gli stia passando in testa, dove stia andando, se magari è innamorato, oppure se è contento del suo lavoro. Quello lì, ad esempio, in piedi, vicino all’uscita del tram. Quello con quelle orrende scarpe logorate e quella sciarpa cerulea. Ci siamo appena guardati. Per tre secondi credo. Non so bene come, ma credo che da adesso lui faccia parte di un piccolo momento della mia vita, o meglio della mia giornata, visto che probabilmente già domani non me ne ricorderò più. E lo stesso vale per lui. Una connessione di sguardi per un istante brevissimo. Sguardo distratto da parte sua, sembra troppo concentrato a dare un ordine ai suoi pensieri. Il mio lo definirei sguardo incuriosito, indagatore. Sta guardando fuori. Sembra abbia in testa chissà che cosa. Forse deve fare un colloquio di lavoro. No, però se si presenta conciato così no eh. No, probabilmente va a bere un caffè con qualcuno. Una ragazza magari. La sua fidanzata. Forse è preoccupato perché deve dirle qualcosa di importante. Sembra così concentrato ad osservare ciò che vede dal finestrino, quasi che si debba ricordare bene quello che gli passa davanti, mi pare quasi che se lo debba bene scolpire nella memoria: i suoi occhi neri si muovono così velocemente, cercano di catturare ogni cosa che vedono.

I nostri sguardi si incrociano ancora. Beccata. Sguardo imbarazzato per me. Sguardo interrogativo di lui che si trasforma immediatamente in sguardo incuriosito. Chissà cosa sta pensando di me in questo momento. Credo abbia frainteso. Continua il suo sguardo incuriosito e interessato di lui e intanto i suoi occhi indagano su di me. Sguardo molto imbarazzato per me. Il mio sguardo iniziale era solo un ingenuo sguardo curioso! Sguardo interessato da parte sua. Diamine, ma quella sciarpa cerulea è orrenda! Il suoi occhi continuano a muoversi velocemente su di me. Direi che questo tipo ha decisamente frainteso. D’accordo, da oggi quando sarò sul tram guarderò fuori dal finestrino, senza pensare tanto a cose tipo: “oh, guarda quello, che sguardo triste”, oppure “Quel sorriso le illumina il viso, quel sms che ha appena letto direi che era decisamente bello”. Da oggi in poi devo smetterla di indagare sulle vite degli altri. Poi finisce sempre così: osservi un uomo, perché in qualche modo i tuoi occhi sono finiti su di lui, lo osservi, fai pensieri, immagini la sua vita. Poi quello si accorge che lo stai fissando e si monta la testa, ammicca e accenna un sorriso. E tu, ragazza che ama osservare, hai capito che è giunto il momento di piantarla con sta cosa degli sguardi e che è decisamente arrivato il momento di guadare altrove.