Parole del giorno: Tipi Da Palestra.

Dopo anni di nuoto, tennis, danza e chi più ne ha, più ne metta, quest’anno sono caduta anche io nella trappola della palestra. Un po’ perché di nuoto e tennis non volevo saperne, un po’ perché non ero (purtroppo!) nemmeno così motivata a fare danza e un po’ perché…vabbè diciamolo. Volevo la garanzia di passare a pieni voti la prova costume per l’Estate 2012! No scherzo, non era proprio una mia prerogativa la prova costume, ma semplicemente avevo il desiderio ed il bisogno di tenermi in forma, farmi del bene insomma, ed inoltre andare in palestra poteva essere anche un valido modo per distrarmi dalle fatiche quotidiane. E così, mi sono iscritta. Ho addirittura pagato subito per un anno, in modo tale che se anche mi fosse balenata in testa l’idea di smettere per pigrizia o altro, almeno avrei dovuto piangere quei tanti bei soldi dati alla palestra che sarebbero andati irrimediabilmente “perduti”. Perciò, ho utilizzato anche la super offerta di “pagare un anno subito anziché ogni tre mesi!” come motivazione, come spinta in più per darci dentro e non mollare questa sfida che mi ero posta.

Comunque, quello che dicono riguardo le endorfine è tutto vero. Provocano dipendenza. Dipendenza dal tenersi in forma, nel mio caso. Ormai è da ottobre che frequento la mia palestra e ci vado almeno tre volte alla settimana, e, detto con tutta sincerità, se salto anche solo una volta non mi sento a mio agio. Mi piace andare in palestra, perché, oltre al fatto di poter allenare ogni singolo muscolo del mio corpo, posso ascoltare la musica che preferisco, ma è anche un momento sacro in cui posso stare da sola, con o senza i miei pensieri. Infatti, ci sono giorni in cui i problemi mi tormentano anche in sala attrezzi, ma la maggior parte delle volte mentre mi alleno ho la testa completamente sgombra da qualsiasi pensiero. Elettroencefalogramma piatto.

Ebbene, come già ho detto prima, ormai è parecchio che frequento la palestra, e, complice il fatto che amo guardarmi attorno, osservare e scoprire piccoli dettagli delle cose e delle persone che invece magari nessuno solitamente nota, ho capito che le palestre sono frequentate sempre dagli stessi tipi di persone. Nonostante magari la gente cambi, le tipologie sono le stesse. Ho trovato alcuni tipi, che ovviamente posso essere sia maschi che femmine, che nella palestra vedono il loro habitat naturale…

Il Pigro. E’ quello che entra in sala attrezzi già stufo e si sta ancora domandano perché sia lì e non sul divano a guardare la partita mentre beve birra e mangia pop corn. Comunque, la sua forza di volontà è ammirevole, visto che ha avuto la meglio sulla birra. Passa tutto il tempo a sbuffare, e con aria affranta tira su i pesi. Quando è il momento degli addominali sul tappetino però, sembra quasi felice che possa finalmente sdraiarsi.

Il Narcisista. Credo che la maggior parte della popolazione della palestra sia costituita da questa tipologia di persone. Sono quelli che vengono in sala vestiti con completini di colori sgargianti, di marchi noti e costosi. Sono talmente attenti all’aspetto esteriore che anche le macchie di sudore si preoccupano di apparire carine. Di solito, quando corre sul tapis roulant fa in modo di farsi notare, magari lanciando i capelli di qua e di là tipo bagnino-che-esce-dall’acqua-di-Baywatch, e quando solleva i pesi, consuma lo specchio guardandosi, guardandosi e ancora guardandosi. Inutile dire che è sempre in splendida forma e, ovviamente, in tenuta impeccabile.

Il Rumorista. Di questi esemplari non ce ne sono molti, tuttavia si riconoscono immediatamente. All’inizio dell’allenamento non diresti mai che sia un Rumorista, ma poi te ne accorgi. Eccome se te ne accorgi! Solitamente non è una persona che si nota per qualche motivo: veste normale, cammina normalmente, fa gli addominali nella maniera in cui li fanno tutti. Ma poi, arriva l’inaspettato. E’ il momento del bilanciere. Il nostro prende l’attrezzo, ci carica i pesi, ed ecco che comincia lo show. Mentre si allena non si sente più nessun altro suono, la musica non esiste, la tutor che nella sala accanto tiene la lezione di fit boxe urlando, improvvisamente non si percepisce più. Il nostro esemplare comincia ad emanare allenandosi tutta una serie di versi, sbuffi, urletti, gridolini, tanto da far girare le altre persone, preoccupate che gli stia venendo un colpo. Invece, nonostante sia viola in viso, non sta male, ma semplicemente preferisce sfogarsi rumoreggiando e sospirando così forte da essere (almeno a parere mio) imbarazzante.

Il Signore-più-in-là-con-l’età. E’ il tipo di persona che preferisco. Molti di loro si possono incontrare la mattina, tuttavia è possibile incontrare qualche esemplare anche la sera. Gli si legge dalle rughe che hanno una certa età, ma vengono in palestra lo stesso e con la loro personale scheda, svolgono attentamente ogni esercizio. Leggono il foglio dall’alto degli occhiali, strizzando un po’ gli occhi per mettere a fuoco le descrizioni, mentre le gocce di sudore scorrono dalle tempie, e l’asciugamano rimane sempre attorno al collo, pronto per l’uso. Sono tipi tranquilli, non socializzano, raramente sorridono. Sono comunque presenze ben volute e piacevoli.

L’Occhiolungo. In realtà ci sono almeno due tipi di Occhiolungo. C’è quello che si fa l’abbonamento più breve possibile giusto per vedere se la palestra è, come effettivamente si dice, un luogo dove sia facile cuccare. Prende la sala attrezzi come un mercato in cui la merce è esposta e tutta a sua disposizione. E così lui/lei, scruta ed osserva minuziosamente, analizzando uno per uno gli esemplari che ansimano sul tapis roulant. Tuttavia, se il rimorchio è andato male e ha riempito il suo borsone di carte da due di picche o, peggio, in quella palestra non ci sono esemplari che secondo lui/lei meritano, abbandona (spesso) ancora prima di aver terminato il periodo pagato, e si ritira sul divano di casa, riflettendo su quale possa essere un altro luogo dove poter tentare di rimorchiare. Il secondo tipo di Occhiolungo è quello invece che frequenta abbastanza assiduamente la palestra, ma che non riesce a concentrarsi. E’ sempre distratto dai corpi altrui, dalle forme dei muscoli delle donne e/o degli uomini. Non c’è un momento in cui pensi per sé, e ha la testa in continuo movimento, che tenta disperatamente di guardare tutti i bei corpi che trova sui quali porre il suo sguardo. Solo quello, perché chiaramente, proprio per questo suo essere Occhiolungo, è snobbato da tutti (per fortuna!).

Il Frettoloso. Non si capisce se venga in palestra perché gli piace o se ci venga sempre prima di un appuntamento importante. Entra in sala con sguardo aggressivo, incendiando con gli occhi chiunque gli passi accanto. Infatti guai ad interromperlo! Non ama affatto essere interrotto e nemmeno che qualcuno gli freghi una macchina o gli attrezzi. Se poi gli freghi la panca sei finito, lui ha fretta e ti incendierà col suo terribile sguardo. Svolge tutti gli esercizi in maniera veloce, uno dopo l’altro, non si riposa e completa le serie in pochissimo tempo. Ecco perché finisce la sua scheda nella metà del tempo che dovrebbe impiegare.

La Barbie. Mora, rossa, bionda. Il manto di tali esemplari può essere di vari colori. La Barbie è di solito (s)vestita in abiti succinti, con i glutei in bella mostra che escono dagli shorts e spesso e volentieri le tette che cercano di uscire dalla mini canottiera colorata. Se potesse, correrebbe sul tapis roulant con i tacchi, ma il tutor le ha detto (la prima volta che è arrivata) che facendo in questo modo avrebbe bucato la macchina e così, sconsolata, ha comprato delle “bassissime” sneakers. Si nota subito appena entra perché emana sempre un profumo di grande marca, il trucco (non si sa come mai) non si scioglie. Probabilmente se l’è fatto tatuare sul viso. I capelli sono sempre lunghi e sciolti, al massimo si mette una fascia che possa trattenerli un po’ lontano dalla faccia. Non ama faticare né sudare, cerca di lavorare il meno possibile e appena può beve dalla bottiglia da un litro per idratare il corpo, e fa un giro della palestra, tipo sfilata di moda. Cerca in ogni modo di mettersi in mostra, e credo che gli Occhiolungo la notino eccome.

La Ci-provo-ma-sono-già-stanca. Sono ammirevoli anche questi esemplari. Nonostante in loro ci sia qualcosa che non va, riassumibile come una “stanchezza-non-bene-definita-ancora-prima-di-cominciare”, si differenziano dai Pigri perché, al contrario di questi, sono molto più motivati ad allenarsi, hanno voglia di migliorare, di tenersi in forma. Tuttavia hanno poca autostima di sé stessi e non credono che allenarsi possa aiutarli anche da questo punto di vista. Perciò, cominciano un esercizio e lo lasciano irrimediabilmente a metà, passando all’esercizio successivo, nel quale faranno la stessa cosa. Risultato: la loro scheda dura poco, l’allenamento non funziona perché fanno meno della metà delle cose che dovrebbero fare. Peccato!

Il Perso.  E’ quello che in palestra ci è arrivato un po’ per caso, non sa bene nemmeno lui come. Entra in sala ogni volta come se fosse la prima, ed ogni volta dimentica di prendersi la scheda, senza la quale sarebbe ancora più Perso di quanto non lo sia già. Chiede sempre ai tutor quali sono gli esercizi che deve fare e spesso si incanta a fissare dei punti sul muro mentre dovrebbe fare pesi. E’ come se fosse lì per sbaglio. Come è arrivato, se ne va, portando con sé, spesso e volentieri, quella benedetta scheda, ed uscendo dalla palestra con ancora l’asciugamano attorno al collo.

La Stacanovista. Ultima, ma non per questo meno importante. Oltre al direttore della palestra, è lei la presenza costante in sala. Che tu venga la mattina, la sera, il pomeriggio, anche in giorni diversi, includendo anche il sabato e la domenica, la troverai sempre lì. Corre sul tapis roulant, usa la ciclette, oppure utilizza il tappetino. In ogni caso, che tu voglia o meno, la troverai sempre ad allenarsi. Chiaramente ha un fisico invidiabile, ma sono quelle persone che ti fanno venire il dubbio: ma lei paga per andare in palestra, oppure è la palestra a pagarla? Probabilmente fa parte dell’arredamento.

Credo di avere esaminato più o meno ogni esemplare che in questi mesi ho avuto la fortuna di incontrare, ma sono certa che ce ne siano altri ancora da scoprire. Se avete suggerimenti, consigli ma soprattutto segnalazioni da fare a riguardo, non esitate a scrivermi. La Palestrologia è una materia ancora molto giovane: ogni vostro aiuto, commento e osservazione sugli esemplari potrà aiutare tale scienza a crescere e ad arricchirsi. Grazie.

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