Parole del giorno: Venere, mercoledì 6 giugno 2012.

Ho messo la sveglia alle 5:20. Stando a ciò che leggevo su internet, in teoria, il sole sarebbe sorto di lì a poco. Così, appena ho sentito il trillo della melodia, sono balzata in piedi, sono andata in bagno, mi sono sistemata, ho indossato una felpa, e ho portato con me dei vecchi negativi di rullini fotografici, affinché potessi guardare bene il sole.

Una volta uscita di casa sono stata accolta da una timida giornata di inizio estate che stava nascendo. Era già tutto chiaro e non c’era in giro nessuno. Solo in lontananza sentivo il rumore di qualche motore che partiva e si dirigeva chissà dove. Gli uccelli erano gli unici già svegli: forse, come me, volevano assistere a quello spettacolo che mai avrebbero rivisto.

Arrivata in cortile mi sono messa a guardare il cielo: dovevo capire il punto migliore per riuscire a vedere l’alba. Ho cominciato a vagare per il grande parcheggio, accompagnata dallo scroc scroc che le mie sneakers producevano calpestando il ghiaino. Intanto gli uccelli si spostavano da un tetto all’altro, battendo le ali energicamente. Anche loro credo che cercassero il punto migliore per godersi lo spettacolo.

Nel cielo c’era qualche nuvola. Erano color panna con delle striature rosate. Era un cielo di quelli che si vedono nei dipinti. Una volta capita la direzione da cui sarebbe sbucato il sole, mi sono seduta sul prato, che rispetto al parcheggio, si trova più in alto, ed è collegato ad esso attraverso una scala di cemento.

Ore 5:45. Ancora non riuscivo a vedere il sole. Ma era così bello starmene lì seduta, con la brezza fresca che mi abbracciava, mi dava il buongiorno. Niente si muoveva. Tutto dormiva. Sembrava che l’unico essere umano al mondo fossi io. Ero completamente sola e mi pareva che l’alba fosse uno spettacolo riservato esclusivamente per me. Con gli occhi all’orizzonte, mi godevo l’attesa. La testa vuota. Ero emozionata come una bambina!

Ore 6:02. Finalmente il sole! Quella palla arancio-giallastra finalmente aveva deciso di mostrarsi! Mi sono tirata su in piedi, di scatto e credo di aver sorriso per tutto il tempo che mi sono messa a guardare. I negativi davanti agli occhi, e lo spettacolo irripetibile era lì, solo per me. Quel sole nascente, con quel neo su di sé. Che meraviglia! Che esperienza magica!

Chiunque se lo fosse perso, bé, mi dispiace proprio per voi. E’ stato uno spettacolo davvero suggestivo. Credo tuttavia che la cosa più bella sia stata l’avere l’alba solo per me, godere di quello spettacolo da sola. Consiglio: fatevi un regalo del genere un giorno! Mettete la sveglia presto, e godetevi il sole nascente, da soli. La vostra giornata comincerà un po’ assonnata (è vero), ma vi darà un’energia che non credereste nemmeno di possedere.

Detto questo, ringrazio Venere,  ringrazio il Sole e l’alba. Ci rivediamo nel 2117.

A Picturesque Venus Transit
Credit & Copyright: David Cortner

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