Parola del giorno: Autobus.

E’ da parecchio tempo ormai che ho l’abitudine di leggere mentre sono sui mezzi pubblici, e come me, vedo molte persone che passano il tempo del viaggio leggendo libri, riviste o qualsiasi altra cosa.

A volte mi dimentico dove sono, alzo lo sguardo, e ho superato la fermata. Così, chiudo il libro in fretta, dimenticandomi di inserire il segnalibro fra le pagine e mi precipito verso l’uscita, per scendere dal mezzo il prima possibile. I libri mi rapiscono, mi catapultano nel mondo che gli autori mi raccontano. Io sono lì con i personaggi, mi ritrovo a soffrire e a gioire con loro. Sto loro accanto. Mentre, tutto intorno a me, cambia continuamente paesaggio e l’autobus si muove veloce, le persone parlano al telefono, pensano, ascoltano la musica, oppure si ignorano a vicenda.

Oggi ho notato per la prima volta che di solito le persone che leggono sui mezzi pubblici attirano due tipi di sguardi: l’interessato e l’alieno.

Dunque, l‘interessato è quello che appena sale sul mezzo ti individua subito, magari accenna un sorriso a vederti leggere un libro, e spesso è quello che cerca in tutti i modi (anche abbastanza sfacciatamente), di cercare di leggere il titolo del romanzo, oppure, peggio ancora, si mette accanto a te, mettendosi a leggere spudoratamente le pagine che stai consumando con gli occhi.

L’alieno è invece quel tipo di sguardo che appena ti vede ti guarda incuriosito della serie ma-che-diavolo-sta-facendo-quello/a. Di solito sgrana gli occhi, a volte li strofina pure con le mani. Non crede a quello che sta vedendo! Cos’è quell’oggetto che tiene tra le mani quella persona, con pagine da sfogliare? E così, dopo un’attenta analisi di quel parallelepipedo, deluso ed annoiato torna a fare quello che stava facendo ed ignora i lettori sull’autobus. Per me si tratta di gente che non apprezza la ricchezza di un libro letto in un mezzo che si muove, grazie al quale tutto in realtà si ferma…

E voi leggete sui mezzi pubblici? Avete mai fatto caso a come vi guardano le persone? Fatemi sapere, sono ansiosa di conoscere le vostre esperienze.

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6 thoughts on “Parola del giorno: Autobus.

  1. Io ho poca esperienza di mezzi pubblici ma in compenso volo parecchio (Volavo) e da molti anni ho l’abitudine di leggere appena mi siedo , allaccio la cintura e mi immergo , mi estranio da tutto e mi capita che spengano tutte le luci e io devo direzionarmi la mia e a volte i vicini si infastidiscono …non so come mi guardino perché non me è mai fregato niente……Ti posso dire che una volta una hostess mi ha chiesto se potevo spegnere la luce perché secondo lei infastidivo il pilota . Le ho risposto che il pilota poteva anche stare sveglio e io non riuscivo a leggere al buio.
    un sorriso

  2. È da molto (per fortuna) che non mi muovo con i mezzi pubblici per andare a lavoro; ma negli anni passati, tra lavoretti vari che mi consentivano di pagare l’Università, molti libri di studio (e non) li ho praticamente letti tutti sui mezzi pubblici ed anche a me è capitato spesso di saltare un paio di fermate! Leggere in pulman a volte mi astrae dal caos e dalla gente che ti urta e che mi irrita da morire (ma quando questo passa il convento…). Ora poche volte prendo i mezzi pubblici e quando lo faccio sono sempre armato del mio parallelepipedo di turno, e quello che noto e che le persone mi guardano sempre un poco stranite, ma non tanto perché cercano di comprendere che stai facendo, ma perchè si chiederanno “ma guarda quello che ha anche il tempo per leggere!” … è proprio questa l’espressione che leggo nei loro occhi… dovrebbero poi sapere che per leggere poi a volte (quando la stanchezza non mi uccide prima) trascorro la notte insonne!
    Io invece, sono molto curioso e appena entro nel bus il mio sguardo viene attratto subito da chi legge e con molto garbo e “indifferenza” cerco di leggere il titolo, ma sempre da lontano e senza essere molesto!
    Nonostante tutto, le persone che leggono (in generale) nei mezzi pubblici o per strada si contano purtroppo ancora con una mano. Io che non posso più nei mezzi pubblici, appena posso, me ne scappo su di una panchina (più o meno silenziosa) e anche per poche decine di minuti, come un pensionato mi godo la mia libertà.
    W la lettura e i mondi che ci apre e che ci fa scoprire!

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