Chiudi gli occhi, e lascia che il sole ti scaldi la pelle.

Adoro le persone che sanno stare da sole, quelle a cui non serve per forza qualcun’altro per andare in centro, per andare al cinema, per fare una passeggiata. Mi piacciono quelle persone che sanno godersi una tiepida giornata di sole di febbraio al parco: leggono un libro seduti sulla panchina di legno, corrono per le stradine di ghiaia e poi si fermano, come quella ragazza con i capelli rossi. Si appoggia alla staccionata, fa stretching e dopo chiude gli occhi, ed in piedi, lascia che il sole le accarezzi il volto.

Mi piacciono le persone che camminano e sorridono, da sole, senza che la gente attorno a loro ne sappia il motivo. Magari lei ha appena ricevuto una grande notizia, magari lui è riuscito a dire “ti amo”, e lei gli ha detto “anche io”. Vedere persone così, col sorriso stampato in faccia, rende la mia giornata migliore. Mi piacciono anche le persone che fischiettano: è come se avessi una colonna sonora quando le nostre strade si incrociano.

Adoro le persone che riescono a fare tante cose senza dover avere qualcuno accanto. La compagnia degli altri è importante, è vero. Le persone ci fanno bene, ognuna di loro è un’esperienza e quindi ciascuna ci può aiutare a crescere. Ma, ecco, le persone che io davvero ammiro sono proprio quelle che riescono sì a stare con gli altri, ma che sanno anche ritagliarsi degli spazi esclusivamente per sé. Chiudersi un poco nel proprio guscio, ritirarsi dalle attività quotidiane, dimenticarsi del resto del mondo e riuscire a dedicarsi solo a se stessi. Alle volte basta poco, basta anche appoggiarsi alla staccionata nel parco dopo una sessione di corsa, come sta facendo quella ragazza coi capelli rossi. Chiudere gli occhi, e lasciare che il sole scaldi la pelle bianca.

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Di neve e di attimi.

Guardavo la neve cadere e pensavo che non è come nei film. Lì ti fanno credere che scenda delicata, piano, fiocchi di perfette forme geometriche che lentamente ricoprono il paesaggio di un unico colore. La neve era tanta, tantissima. Scendeva veloce, confusa, ed il vento faceva ballare i fiocchi, come se facessero una danza e facessero delle piroette. Danzavano insieme, ad un ritmo impercettibile, confuso ma ordinato allo stesso tempo. I suoni erano ovattati, la gente per strada sembrava far parte di un circo: tanti equilibristi che si destreggiavano sulle strade innevate con in mano un ombrello che andava su e giù per il loro equilibrio instabile, come se stessero camminando in alto su un filo. I funamboli della neve.

Era una meraviglia. Il cielo ci avvisava della sua presenza, il vento decideva quando muovere i fiocchi e noi tutti eravamo nelle loro mani. Nessun rumore, tutto era delicato, silenzioso. C’era tanta di quella neve che veniva voglia di mangiarla! Montagne di zucchero. Chiusa nella mia stanza, dalla finestra, guardavo la neve cadere confusa, esitare un po’ in aria, e poi poggiarsi piano sul suolo già innevato.

Tutto si fermava, tutti la guardavano. Poi si pensa a quanto sia bella, e allora arrestiamo anche i nostri pensieri, che diventano più candidi più limpidi. La neve schiarisce le idee, rinfresca gli animi e addolcisce anche un po’ il cuore.