Le cicale ed il futuro.

Abito in un posto molto tranquillo, lontano dalla città, dai rumori del traffico e dalle luci dei centri commerciali. Intorno a me solo distese di campagna, alberi e piante. L’unico suono che sento in questi caldi giorni di agosto  sono le cicale che friniscono. Come una musica di sottofondo, fanno compagnia ai miei pensieri.
Così, immersa in questa cornice rilassante, mi domando: dove sarò tra un anno? Cosa penserò fra 365 giorni? Che emozioni proverò? Alle volte penso che sarebbe bello sapere già tutto in anticipo. Saremmo preparati al futuro ed avremmo il tempo per farlo. I dispiaceri sarebbero digeriti meglio, ma, le cose belle verrebbero assaporate meno. Forse è semplicemente meglio così: poter solo aspettare il momento in cui il futuro diventa presente ed accettare ciò che succede, attendere che le cicale terminino di produrre la loro musica giornaliera, lasciando il posto alla luce delle lucciole. Intanto, posso quindi solo fantasticare ed immaginarmi come possano andare le cose. Scegliere una strada al posto di un’altra, e la loro rispettiva conseguenza. Adesso mi metterò sull’amaca in giardino, appesa fra due alberi di noci, immersa nella natura e godendomi l’ombra delle fronde. Chiuderò gli occhi e mi farò cullare dalle cicale, cercando di imprimere bene nei miei ricordi questo giorno, affinché, tra un anno, lo ricorderò, e sorriderò a quella ragazza sdraiata su un’amaca che fantasticava sul suo futuro in un giorno d’agosto.

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