Lettere e parole.

“Ma quand’è che scrivi?”

Non è questione di essere ispirati. Si tratta del fatto che quando ho in mano una penna e un foglio, oppure sono davanti al pc, le dita automaticamente cominciano a ticchettare sulla tastiera, producendo suoni ripetitivi che prendono vita attraverso lo schermo, accostando le lettere una accanto all’altra. Hanno forma, respirano. Le parole cominciano a svegliarsi, e sbadigliando, piano pianino cominciano a guardarsi l’un altra, si salutano. Chiacchierano, si chiedono cosa facciano lì, che cosa stiano creando insieme a me. E così si impegnano: ognuna se ne rimane lì orgogliosa, gonfiando il petto in bella mostra, a dimostrare tutto il suo significato. In posa, si lasciano accarezzare dagli occhi e dalla voce che le leggono. Tutto per loro ha di nuovo senso, ha di nuovo uno scopo. Comincia a ricrearsi un mondo solo grazie a loro.

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