…anche se solo nei sogni.

Sai, alla fine sono felice di andare a letto la sera, perché anche se non posso addormentarmi accanto a te, almeno posso sperare di sognarti ed essere con te nei sogni, ricordando e rivivendo i nostri momenti magici. Come stanotte, che ho sognato noi.

È così bello stare con te, anche se solo nei sogni.

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Cara Bulla di Bollate

Cara Bulla,

sono una ragazza di qualche anno in più di te, ma non pensare io sia molto più grande, perché credo che la nostra differenza di età sia ben minore di dieci anni. Questo te lo dico perché potresti cominciare a pensare che quella che ti sta scrivendo è un’adulta, è una persona di un universo opposto al tuo. Ed invece no. Abbiamo solo qualche anno di differenza.

Ho letto la notizia che ti riguarda, cara B., purtroppo è sui tutti i giornali. Anche il video dove sei protagonista sta rimbalzando sui social network. Devo ammettere che l’ho guardato solo ieri per curiosità, perché i commenti e le descrizioni a questo video mi facevano desistere dal farlo. Così, ieri sera, ho schiacciato play e ho guardato.

Ho visto la tua rabbia per un motivo che non conosco, ho visto i tuoi compagni prima divertiti e poi increduli e nemmeno loro riuscivano ad intervenire, a farti calmare. Erano pietrificati.

Ho visto la tua rabbia prendere forma, il tuo corpo muoversi con violenza, i tuoi calci, le tue mani che si trasformavano da mani di ragazza, a quella di una persona completamente in balia di sentimenti ed azioni troppo grandi per lei.

Non so cosa ti abbia spinta a fare un gesto simile B., ma mi ha colpito molto. Eri molto arrabbiata e penso che la violenza che hai tirato fuori in quel momento, tu non l’avessi tirata fuori mai. 

Non so se hai vissuto su te stessa situazioni simili, ma era davvero triste guardare quel video e non poterti fermare, farti parlare, capire cosa fosse successo, cosa ti avesse provocato quella rabbia. Mi sarebbe piaciuto essere lì con te, in quel momento in cui eri così nervosa per parlare insieme e risolvere, comprendere il modo migliore in cui reagire.

B., sono davvero dispiaciuta per quello che è successo, perché ho visto una ragazza sicuramente brillante, intelligente e piena di ottime qualità, trasformarsi completamente in qualcosa di orribile. So che mentre stavi facendo quelle azioni nei confronti di quella ragazza non pensavi a niente perché eri posseduta dalla rabbia, ma oggi so che rifletti. So che stai pensando a ciò che è successo, a come hai reagito, e, soprattutto, so anche che stai pensando a quella ragazza, a come si sente ora, e a come si è sentita in quel momento. 

Ognuno di noi è diverso dall’altro, abbiamo tutti modi diversi di pensare e concepire il mondo, e capita quindi di avere delle incomprensioni con gli altri. Ma ricordati, il più forte non è quello che usa la violenza, ma è quello che riesce a reagire attraverso le parole, mantenendo il rispetto per gli altri. La prossima volta che vorrai reagire in quel modo, pensa a queste parole. Puoi dimostrare la tua forza e che le persone debbano rispettarti solo attraverso un buon uso delle parole, della calma, delle azioni ragionate. Ricordati che prima di agire hai sempre un po’ di tempo per pensare, per capire se davvero vale la pena comportarsi così. Possiamo sempre scegliere fra due strade da prendere: prendi quella corretta, quella del rispetto e della calma; stai attenta invece alla strada della rabbia e della violenza. Ricordati B., che puoi scegliere come agire, sempre.

“Il tempo fra di noi”

“Tempo. Avevamo cominciato a parlare del tempo. Dopo mesi senza vederci, l’unico argomento di cui riuscivamo a parlare era questo. E si sa: quando si inizia a parlare del tempo, vuol dire che non c’è più nulla da dirsi.
Ci eravamo conosciuti sette anni prima, appena dopo finita l’università ed eravamo entrambi entrati nel mondo del lavoro da pochi mesi. Eravamo pieni di speranze, di sogni e di amore da dare. 
Era bastato poco per farci innamorare l’uno dell’altra: avevamo molte cose in comune e ci piaceva ridere, viaggiare e conoscere il mondo. Eravamo riusciti a fare delle esperienze lavorative all’estero e così avevamo continuato a crescere insieme. I nostri sogni cominciavano a diventare concreti, piano piano iniziavano ad avere una forma. Eravamo felici. Nonostante le avversità, le difficoltà economiche, quelle culturali, linguistiche, tutto per noi continuava ad essere meraviglioso. Perché ci bastavamo, perché tornare a casa e rivederci dopo una lunga ed intensa giornata di lavoro era tutto ciò che desideravamo. Eravamo noi tutto ciò che desideravamo, noi ed il nostro amore che ci rendeva unici, forti e riempiva l’appartamento di magia.
Un giorno lui ricevette un’altra proposta di lavoro, ancora all’estero. Stavolta toccava a Londra. Ero felice per lui, era una cosa meravigliosa. Ma ciò voleva dire spostarsi di nuovo, e sarebbe stata la terza volta, con tutte le conseguenze del caso. Prima era stata Berlino, poi Parigi e adesso Londra. Sorridevo, lo abbracciavo e ridevamo insieme. Dentro di me però, ero spaventata. Fuori un sorriso ma in verità era paura. Adesso avevo finalmente un lavoro stabile. Come avremmo fatto questa volta?”
Per saperne di più clicca su http://bit.ly/20linesIlTempoFraDiNoi.
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