“Ode a noi”

“Quando ti bacio quella magia arriva dal cuore fino in testa. I pensieri svaniscono. C’è solo un vento leggero, come la brezza di fine estate, fresca e accogliente che mi trasporta, che mi solleva da terra e mi fa volare. Ogni abbraccio, ogni volta che camminiamo mano nella mano sento che i nostri corpi comunicano. E quindi non servono parole, perché solo sentire la tua mano nella mia mi permette di sentirmi al sicuro perché tu sei con me. Poi la nostra vita magari continuerà con meno baci ma gli abbracci e l’intrecciarsi delle nostre mani saranno più profondi e penetranti. Ci capiremo con uno sguardo e continueremo a crescere l’uno accanto all’altra rispettandoci e raggiungendo la più magica complicità. Magari avremo dei figli, e sarà una fase particolare, delicata ma ricca di emozioni. E poi invecchieremo e ci sosterremo a vicenda. Saremo i compagni di una splendida avventura che nessuno avrebbe mai detto. Due amici, due amanti uniti da una magia che li ha portati in luoghi che solo in pochi sono riusciti a raggiungere.”

Ogni due sguardi felici, uno triste. Storie da New York

Pensavo che vivere in una città grande, caotica e piena di gente come New York implicasse vedere la maggior parte delle persone tristi e arrabbiate. Mi sbagliavo.

Come ben sapete uno dei miei passatempi preferiti e se vogliamo una parte del mio essere, consiste nel guardarmi intorno e osservare ciò che mi circonda, specialmente le persone. E così, una volta arrivata qui, ho cominciato a guardare con interesse il genere umano che popola questa straordinaria città. Immaginavo gente perennemente arrabbiata, credevo che avrei sentito parolacce in continuazione, sguardi tristi e gente che piange. Di solito si pensa che in una grande città tendenzialmente le persone non siano molto serene. Mi sbagliavo.

Ogni mattina prendo la metro R. Per arrivarvi devo uscire di casa, prendere un ascensore dal 34esimo piano di un palazzo e incrociare gli sguardi assonnati ed annoiati dei bambini accompagnati da genitori che guardano la velocità con l’ascensore scende fino al piano terra. Poi saluto i portieri che mi augurano “Have a good day!” sorridendomi, càpito negli occhi di chi cammina per strada nella direzione opposta alla mia, chi col caffè caldo in mano, chi col giornale, attraverso due incroci e scendo le scale della metro. Attendo il treno e mi guardo intorno. Poco dopo la metro R arriva, salgo, mi siedo e di solito le persone ascoltano musica, leggono, oppure dormono. Ciò che ho notato in questa routine mi ha stupita. Come dicevo sopra mi aspettavo di incontrare persone arrabbiate e tristi, ed invece noto sguardi sereni, persone che di prima mattina si abbracciano e si baciano teneramente, si tengono la mano. Soffici risate e occhi felici. Non dico che io non abbia mai visto persone tristi, arrabbiate o con le lacrime agli occhi: ne ho viste eccome! Ma devo ammettere che ho notato che almeno ogni due persone felici che incontro, una mi sembra provare sentimenti negativi. È come se la positività compensasse e cercasse di superare la tristezza. E sarebbe davvero una bella cosa se ognuno di noi potesse trovare la propria serenità e felicità, magari anche solo grazie all’incrocio di uno sguardo felice. Sarebbe stupendo essere sereni perché abbiamo visto qualcun altro esserlo. Più facile dirsi che a farsi ma forse quando si vive in una grande città questo può essere una strategia per combattere la tristezza e le arrabbiature.