Vivere il sogno come realtà.

Le giornate peggiori sono quando mi sveglio la mattina e appena apro gli occhi mi rendo conto che era solo un sogno. E così devo capire che le belle emozioni provate prima erano solo frutto dei ricordi e dei miei desideri, e la giornata cambia di significato. Poteva essere una giornata col sorriso ed invece il sogno mi ha fatto ricordare qual è la vera realtà. 

Non potremmo semplicemente essere noi a scegliere se proseguire un sogno e trasformarlo in realtà, invece che dover vivere la realtà reale, che però non abbiamo sognato? 

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Fermarsi e guardarsi.

Ci sono dei momenti nella vita in cui ti rendi conto di essere obbligato a fermarti per un po’, ad osservarti e a guardare quello che hai fatto e che stai facendo.

Rifletti su ciò che è stato, su ciò che sei stato e su ciò che vorresti essere. In alcuni casi riprendi immediatamente il tuo cammino; in altri, la riflessione dura di più perché forse non ti senti soddisfatto di ciò che sta accadendo, o semplicemente non è così che avevi previsto che andassero le cose. A questo punto ci sono due cose che puoi fare: arrenderti, accettare e proseguire così in quella direzione. Oppure puoi fermarti, respirare, focalizzare la situazione e capire pro e contro, ed ideare delle strategie per arrivare dove vuoi. Pianificare i prossimi passi da compiere può essere un modo per renderti felice e raggiungere la serenità.

Si tratta di prendere in mano la propria vita da “subirla” a viverla a pieno in prima persona diventando il giocatore che ha le mosse a favore. Ovviamente c’è anche il caso, il destino, che fanno una loro buona parte, ma credo che se si riesce ad essere realmente i protagonisti della propria vita, anche il caso poi si adeguerà a noi e chissà, magari ci regalerà qualche bella sorpresa che non avevamo programmato, ma che renderà la nostra vita ancora più unica e speciale.

Ognuno di noi vive una doppia vita.

Ognuno di noi ha dei desideri, dei sogni nel cassetto, delle fantastiche idee riguardo a se stesso e al suo futuro. Come quando da piccolo ti domandano: “Cosa farai da grande?” e rispondiamo: “L’astronauta”, “L’esploratore”, “La cantante”, e così via. Poi la vita ci porta solitamente a prendere strade diverse da questi giovanissimi sogni, un po’ perché i gusti cambiano, un po’ per le opportunità e le possibilità che abbiamo, e un po’ perché ci rendiamo conto che fare l’esploratore, oggi, non ha purtroppo più molto senso farlo.

E così cresciamo, studiamo, cominciamo a lavorare ma continuiamo ad avere un pezzo del nostro cuore nella vita che vorremmo, nei sogni che avevamo da piccoli, nel nostro lavoro preferito. Da piccola avrei voluto tanto fare la dentista, poi, alla fine ho capito che non sono adatta a quel tipo di professione, visto che diciamo mi suggestiono facilmente, e così ho scelto tutt’altra strada.

Comunque, ciò che secondo me accade è che cresciamo vivendo una sorta di doppia vita: lavoriamo facendo il lavoro che dobbiamo fare, che abbiamo trovato, o per cui abbiamo studiato, mentre sogniamo di realizzare i nostri sogni, che siano il lavoro che sognavamo da piccoli, o semplicemente i nostri hobby che amiamo. Occupiamo la maggior parte della nostra esistenza a fare una cosa che probabilmente non ci piace nemmeno più di tanto solo per provare e avere la possibilità di fare ciò che amiamo: cantare, viaggiare, recitare, scrivere. Ovviamente c’è chi è riuscito a conciliare le due cose ed ha trovato un lavoro che ama, ma anche così non vive una vita sola, perché anche se tendenzialmente è come se vivesse due vite contemporaneamente, in realtà ce ne sono ben di più: la vita di marito, di madre, di figlia, di nonno, e certamente, quella di amico.

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…anche se solo nei sogni.

Sai, alla fine sono felice di andare a letto la sera, perché anche se non posso addormentarmi accanto a te, almeno posso sperare di sognarti ed essere con te nei sogni, ricordando e rivivendo i nostri momenti magici. Come stanotte, che ho sognato noi.

È così bello stare con te, anche se solo nei sogni.

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Cara Bulla di Bollate

Cara Bulla,

sono una ragazza di qualche anno in più di te, ma non pensare io sia molto più grande, perché credo che la nostra differenza di età sia ben minore di dieci anni. Questo te lo dico perché potresti cominciare a pensare che quella che ti sta scrivendo è un’adulta, è una persona di un universo opposto al tuo. Ed invece no. Abbiamo solo qualche anno di differenza.

Ho letto la notizia che ti riguarda, cara B., purtroppo è sui tutti i giornali. Anche il video dove sei protagonista sta rimbalzando sui social network. Devo ammettere che l’ho guardato solo ieri per curiosità, perché i commenti e le descrizioni a questo video mi facevano desistere dal farlo. Così, ieri sera, ho schiacciato play e ho guardato.

Ho visto la tua rabbia per un motivo che non conosco, ho visto i tuoi compagni prima divertiti e poi increduli e nemmeno loro riuscivano ad intervenire, a farti calmare. Erano pietrificati.

Ho visto la tua rabbia prendere forma, il tuo corpo muoversi con violenza, i tuoi calci, le tue mani che si trasformavano da mani di ragazza, a quella di una persona completamente in balia di sentimenti ed azioni troppo grandi per lei.

Non so cosa ti abbia spinta a fare un gesto simile B., ma mi ha colpito molto. Eri molto arrabbiata e penso che la violenza che hai tirato fuori in quel momento, tu non l’avessi tirata fuori mai. 

Non so se hai vissuto su te stessa situazioni simili, ma era davvero triste guardare quel video e non poterti fermare, farti parlare, capire cosa fosse successo, cosa ti avesse provocato quella rabbia. Mi sarebbe piaciuto essere lì con te, in quel momento in cui eri così nervosa per parlare insieme e risolvere, comprendere il modo migliore in cui reagire.

B., sono davvero dispiaciuta per quello che è successo, perché ho visto una ragazza sicuramente brillante, intelligente e piena di ottime qualità, trasformarsi completamente in qualcosa di orribile. So che mentre stavi facendo quelle azioni nei confronti di quella ragazza non pensavi a niente perché eri posseduta dalla rabbia, ma oggi so che rifletti. So che stai pensando a ciò che è successo, a come hai reagito, e, soprattutto, so anche che stai pensando a quella ragazza, a come si sente ora, e a come si è sentita in quel momento. 

Ognuno di noi è diverso dall’altro, abbiamo tutti modi diversi di pensare e concepire il mondo, e capita quindi di avere delle incomprensioni con gli altri. Ma ricordati, il più forte non è quello che usa la violenza, ma è quello che riesce a reagire attraverso le parole, mantenendo il rispetto per gli altri. La prossima volta che vorrai reagire in quel modo, pensa a queste parole. Puoi dimostrare la tua forza e che le persone debbano rispettarti solo attraverso un buon uso delle parole, della calma, delle azioni ragionate. Ricordati che prima di agire hai sempre un po’ di tempo per pensare, per capire se davvero vale la pena comportarsi così. Possiamo sempre scegliere fra due strade da prendere: prendi quella corretta, quella del rispetto e della calma; stai attenta invece alla strada della rabbia e della violenza. Ricordati B., che puoi scegliere come agire, sempre.

Improvvisamente diventa tutto perfetto.

È un momento perfetto. Avete presente quando tutto ciò che c’è intorno a voi diventa improvvisamente perfetto? I suoni, i colori, i profumi. Tutto in un attimo diventa assolutamente meraviglioso. Tutto comincia ad avere un senso.

Ascolto una bella melodia e fuori piove. È tardi, sono stanca dopo una giornata di lavoro, e tra poco mi metterò a letto a leggere un libro. Sto pensando al rumore della pioggia che si fonde con la musica che sto ascoltando, ne diventa parte. I due suoni si incrociano, si intrecciano, per cominciare a creare qualcosa di unico, e che appartiene a me. Nessun’altro sta ascoltando ciò che ascolto io. Sento le auto fuori andare veloci e il loro impatto con l’asfalto bagnato arricchisce ancora di più la melodia.

Tutto è diventato meraviglioso, ogni cosa si è fermata. Sto scrivendo, perché spesso questi momenti magici mi riempiono il cuore quasi fino a scoppiare e per evitarlo devo scrivere ciò che sto sentendo, anche se non riesco mai a rendere nero su bianco le mie emozioni come vorrei. Forse perché anche loro in fondo vogliono rimanere solo mie e non vogliono essere condivise con nessun altro. Forse sono un po’ gelose.

È tutto così meraviglioso. Il mio umore non era dei migliori prima, ma solo grazie a questa melodia e alla pioggia, il mio cuore si è un po’ ripreso. Mi viene da sorridere. Una felicità spontanea, nata da non so che cosa. O forse semplicemente era nascosta da qualche parte dentro di me, e questo momento perfetto l’ha risvegliata e fatta uscire piano, dopo un po’ di tempo che era lì a dormire.

Adesso credo che mi godrò questa leggera serenità. Voglio ricordare questi minuti come un momento perfetto, assolutamente casuale e non ricercato. Alle volte è la serenità stessa che ci trova, non serve sempre che siamo noi a cercarla. Dunque è proprio vero, se una cosa deve succedere (anche un’emozione), accadrà…

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La ricetta della mia felicità [sera]

La felicità sta nelle piccole cose. Ciò che mi rende serena sono tanti piccoli momenti…

A fine giornata ho solo voglia di:

  • prepararmi una gustosa cena cucinando con le mie mani un buon piatto e diffondendo il profumo di spezie nella cucina;
  • una doccia calda, rilassante, che faccia scivolare via la stanchezza e i pensieri, per farmi solo ricordare che finalmente sono a casa e posso rilassarmi;
  • guardare un film di quelli belli che ti fanno emozionare fino a piangere, ridere, o piangere dal ridere;
  • leggere un paio di pagine del libro che tengo sul comodino;
  • addormentarmi accanto a te.

Un sogno, un ricordo.

Non è un gran periodo questo,  ho molti pensieri e soprattutto sto affrontando alcune difficoltà. Non è uno di quei momenti facili nella mia vita.
Detto questo, mi capita spesso perciò di dormire male la notte: ho degli incubi, oppure mi sveglio e non riesco più a riaddormentarmi, o, ancora, continuo a fare cicli di sonno e poi mi sveglio in continuazione.

Stanotte, invece, è successo. Finalmente dopo tanto ho fatto un sogno, e non un sogno qualunque, ma uno davvero bellissimo. Mi sono svegliata tranquilla e serena e pensavo a ciò che ho vissuto in questo sogno, ciò che ho visto e ciò che ho provato. E ho deciso che questo sogno deve diventare un ricordo, così da tirarlo fuori dalla memoria ogni volta che ni agito e che l’ansia mi pervade.

Grazie sogno!

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30 Dicembre

Penso molto spesso al tempo: così veloce ed imprevedibile che è difficile raggiungerlo e prevederlo. La settimana sembra non passare mai, e poi il sabato arriva immediatamente, e con lui anche la domenica, e poi è già di nuovo lunedì. E questo si ripete ogni volta, ogni settimana, ogni mese, finché non si arriva a un anno. E di anno in anno ci si rende conto di quanto tutto sia passato in fretta, di come il tempo ci faccia crescere, di ciò che ci regali e di quello che invece ci porta via.

Ogni anno, oggi, ognuno di noi fa un resoconto di sé e dell’anno che sta per finire: è stato bello? È stato un pessimo anno? Rispondiamo a queste domande senza però porci quelle davvero essenziali, ovvero: quale è stato il momento che per me ha contato di più? Quale è stato l’attimo più importante? Ricordiamoci tutte le cose belle di noi, delle persone che abbiamo accanto, dei bei ricordi. Impariamo dagli errori e dai momenti bui, ma cerchiamo anche di imprimere nella nostra memoria le cose che davvero ci hanno fatto stare bene. Tutto questo sarà un valido insegnamento per l’anno che verrà.

Ricordiamoci che meritiamo di essere felici, ogni giorno. Il tempo può magari abbatterci alle volte, ma arriveranno periodi migliori, in cui quelle giornate buie e tristi saranno solo un lontano ricordo, o forse, ce ne saremo già dimenticati.

Quindi, buon anno nuovo a tutti voi! Costruite i vostri ricordi con amore e serenità, e ricordatevi che il tempo è capace di fare grandi cose, come far arrivare dei momenti migliori.

fuochi

Lettere e parole.

“Ma quand’è che scrivi?”

Non è questione di essere ispirati. Si tratta del fatto che quando ho in mano una penna e un foglio, oppure sono davanti al pc, le dita automaticamente cominciano a ticchettare sulla tastiera, producendo suoni ripetitivi che prendono vita attraverso lo schermo, accostando le lettere una accanto all’altra. Hanno forma, respirano. Le parole cominciano a svegliarsi, e sbadigliando, piano pianino cominciano a guardarsi l’un altra, si salutano. Chiacchierano, si chiedono cosa facciano lì, che cosa stiano creando insieme a me. E così si impegnano: ognuna se ne rimane lì orgogliosa, gonfiando il petto in bella mostra, a dimostrare tutto il suo significato. In posa, si lasciano accarezzare dagli occhi e dalla voce che le leggono. Tutto per loro ha di nuovo senso, ha di nuovo uno scopo. Comincia a ricrearsi un mondo solo grazie a loro.

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