Mettimi come sigillo al tuo cuore

Qualche settimana fa sono stata ad un matrimonio di due cari amici. La cerimonia si è svolta in Chiesa e il prete è stato bravo, smorzando la tensione degli sposi e e degli ospiti con battute appropriate.

In particolare mi ha colpito molto una lettura tratta dal Cantico dei Cantici (2,8-10.14.16a;8,6-7a), perché penso che rappresenti bene l’amore. Immaginavo nella mia mente l’intera scena: due amati che per lungo tempo non sono potuti stare vicini ma hanno vissuto a distanza pensando al loro amore e a quando si saranno potuti abbracciare ancora. E poi finalmente arriva il momento di rivedersi, di stare di nuovo insieme, dopo un conto alla rovescia che sembrava non finire mai ed invece il giorno atteso è già presente. Sorrisi, abbracci e baci e i cuori che di nuovo si sentono completi.

“Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.

L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l’amato mio prende a dirmi: ‘Alzati, amica mia, mia bella, e vieni presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole’. Il mio amato è mio e io sono sua. Egli mi dice: ‘Mettimi come sigillo al tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerci'”.