Parola del giorno: Notturno.

Un’altra notte in cui i miei pensieri non mi danno pace, in cui il mio pensare è un compagno che mi suggerisce mille cose nell’orecchio, in fretta, troppo velocemente, non mi da nemmeno il tempo di comprendere ciò che mi vuole dire. Un’altra notte passata così, assieme a coloro che avevo deciso di far riposare un po’ col buio: i pensieri.

Un’altra volta l’hanno avuto vinta loro, per un’altra notte mi ritrovo a scrivere ciò che sento, solo per tentare di liberare e svuotare la mente da ciò che mi attanaglia, e cercare così di riprendere il riposo che mi viene negato. E’ come se ci fossero due persone dentro me: una reale, fisica, che sente il bisogno ed il dovere di dormire, di lasciare risposare il giovane corpo stanco, e l’altra me, che invece è così astratta, eterea, come una presenza, un fantasma pallido che mi sta sempre accanto e mi dice che devo fare, cosa devo pensare, cosa devo dire. Mi obbliga a rimanere sveglia, a non abbandonarmi a Morfeo. Ma l’altra me ha così voglia di abbracciarlo, di darsi completamente a lui, però il fantasma è così prepotente…sussurra forte, scandisce le parole, mi agita, mi soffia nell’orecchio, mi obbliga a rimanere sveglia. E così vedo Morfeo allontanarsi.

In una notte insonne ho pochi modi per passare il tempo. Perché è questo ciò che uno fa quando non dorme: prova a fare qualsiasi cosa affinché il tempo scorra, gli occhi si addormentino e, soprattutto, affinché la mente riesca finalmente a trovare un po’ di pace da quel fantasma che l’ha rapita. Uso da un po’ di tempo gli stessi metodi, e devo dire che funzionano.

Sono le 2:45 di notte, tutto tace. Pochi rumori attraversano le mura della mia casa: qualche auto, una risata di una donna che passa, un cane che abbaia alla luna. Sembra che solo io non riesca a dormire, sembra che io sia l’unica creatura terrestre a vivere questa notte.

La camomilla? Nessun effetto per ora, se non quello di avermi riscaldata un po’. Sono già sotto una bella coperta in pile, ho anche continuato a leggere il mio libro, sfogliato tutte le riviste che ci sono in bagno per i momenti catartici, ma ancora nessun segno di Morfeo. Cosa devo fare per dormire con lui?

Mi metto a scrivere. Scrivo tutto ciò che mi passa per la mente, non importa non abbia senso, non devo rileggerlo. Ciò che scrivo deve rispecchiare i miei pensieri, ed i miei pensieri spesso non hanno un filo logico. Mi serve solo che passino dalla mia testa alla carta. Intanto, il fantasma se n’è andato… E tutto diventa più leggero…più facile. Per aiutare questo passaggio, accendo una piccola candela profumata: il suo profumo e la sua timida luce aiutano a concentrarmi. Non mi resta che ascoltare Chopin. Quel pianoforte è una ninnananna a cui credo nessuno possa resistere. E’ il modo più potente, dolce col quale una persona si possa addormentare, abbandonarsi al silenzioso buio notturno.

La notte non è fatta per fare, per produrre, serve solo a riposare il nostro corpo stanco, a riposare i pensieri. Mi piace il suo arrivo: durante il tramonto alzo lo sguardo e conto le stelle che cominciano a macchiare timide il cielo. E’ come se ci fosse una festa: gli invitati arrivano piano piano, alcuni da soli, altri a coppie ed altri ancora a gruppi.

E così, eccomi qui. In terrazza, con la seconda camomilla della notte, la coperta rossa sulle spalle, e il naso all’insù, insieme alla candela a salutare le stelle che arrivano. Sorrido, e loro ricambiano col loro luccichio. Mi viene da canticchiare, e non importa se è tardi, se gli altri dormono, per me questo momento è così magico, mi viene così naturale sussurrare al chiaro di luna, mi viene solo da ridere e cantare con le stelle.

Sento le braccia di Morfeo avvolgermi. Mi bacia, ed io continuo a sussurrare la mia ninnananna. Guardo per un’ultima volta le stelle, quelle compagne di notti insonni, le saluto, auguro loro una buonanotte. Sono certa che presto però sarò di nuovo in loro compagnia. Intanto so che mi guarderanno riposare. Spengo la candela, abbandono la terrazza e mi dirigo in camera da letto. Il mio corpo è ancora fresco, porta su di sè l’aria notturna, e forse anche un po’ di luce stellata che è rimasta intrappolata su di esso. E’ finalmente arrivato Morfeo, è finalmente il momento di chiudere gli occhi. Sorrido. Una notte così era da tanto che non la vivevo.

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