La mia memoria va a voi, la mia memoria ha voi.

Sono sempre stata molto sensibile al Giorno della Memoria e mi sono sempre sentita vicina agli orrendi avvenimenti. Guardare film, interviste, foto e parlarne mi fa male al cuore. Mi fa male al cuore perché vorrei poter dire che tutto questo in realtà non è mai accaduto, che delle atrocità del genere non sono possibili da parte dell’uomo. E invece abbiamo tanti documenti, tante interviste di testimoni in prima persona che quello che è successo più di settanta anni fa purtroppo è accaduto veramente. Degli esseri vili hanno permesso che il genere umano si abbassasse ad un livello di cattiveria, atrocità e malvagità che mai prima aveva conosciuto. 

Ogni 27 Gennaio mi documento o guardo un film, per tenere vivo nella mia memoria il ricordo di quelle persone, di quelle vite innocenti umiliate e spezzate ingiustamente. È l’attività che faccio nel mio piccolo per onorare tutti quegli individui che hanno perso se stessi e la propria vita in un modo che è difficile pensare sia stato pianificato da un essere umano.

E dunque tutto ciò mi fa riflettere e sperare che queste cose non accadano più. So che può essere un discorso da reginetta di bellezza, ma vorrei davvero non dover vedere nel 2015 ancora guerre e violenza. Non abbiamo imparato nulla dalla storia? A questo serve la storia: a ricordarci degli errori fatti e ad imparare da essi. Non vorrei vedere nessun tipo di violenza, da quella domestica nei confronti di partner e figli, ad espressioni di odio, anche verbali. Non vorrei vedere omofobia e xenofobia (paura del diverso).

Vorrei vedere un mondo che va d’accordo, che si viene incontro. Vorrei vedere individui che accolgono e rispettano le differenza degli altri. Vorrei vedere le persone informarsi di più sugli altri e sui Paesi diversi dal loro. Vorrei vedere persone con più possibilità di viaggiare per capire cosa c’è oltre il confine della loro casa. Conoscere, comprendere il punto di vista dell’altro e mettersi nei suoi panni possono essere l’inizio del rispetto e della consapevolezza verso l’altro e tutto ciò può solo che fare del bene per il rapporto verso il fantomatico “diverso”, che tanto alcuni esponenti di movimenti e partiti politici vogliono farci provare paura a riguardo.

Le diversità esistono e si dovrebbero accogliere per comprendere in primis se stessi, poi gli altri, e capire così che la collaborazione è molto più utile che la distruzione dell’altro.

Gli stereotipi esistono, da sempre probabilmente, ed è intrinseco dell’essere umano crearne. E se invece provassimo a creare degli stereotipi positivi sugli altri? Se tentassimo di avvicinarci alla visione del mondo dell’altro non sarebbe meglio?

Oggi voglio ricordare coloro che hanno perso la vita in atrocità commesse dall’essere umano, non solo settanta anni fa, ma anche quelli che lottano ogni giorno per l’uguaglianza, la giustizia e la serenità. La mia memoria va a voi, la mia memoria ha voi.

P.s.: La mia riflessione è nata guardando delle immagini su TIME. Sono immagini estremamente forti e devo essere sincera, sono scoppiata in lacrime a guardarle perché sono immensamente potenti e fanno capire quanto in basso il genere umano sia caduto. Io vi metto il link, ma vi ripeto, sono molto molto forti. The liberation of Buchenwald 1945

Parola del giorno: Posticipare.

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Quella sensazione che sai che devi fare una cosa, ma non la fai. Ti è così scomoda. Non hai tempo adesso. Hai altri pensieri a cui dare la precedenza. Più importanti. E allora che fai? Posticipi. Cerchi di non pensarci, ma si sa: più si tenta di non pensare, e più quella cosa riaffiora nella mente con più forza e più vigorosa di prima. Provate un po’: adesso impegnatevi, non dovete assolutamente pensare ad un orso polare! Ebbene, scommetto che ognuno di voi, ora, sta pensando solamente a quello.

Quante cose che mi attanagliano, quante quelle cose che non ho voglia di fare: tutte perdite di tempo, mi dico, tutte cose che “Posso farle benissimo domani, se le facessi oggi so che non mi verrebbero tanto bene come mi verrebbero se le faccio domani.”

Posticipare. Ci sono persone che passano la vita a posticipare gli eventi. Ma le cose che devono accadere, prima o poi, accadono. Che noi vogliamo o meno, poi, la vita ce le sbatte lì davanti, in faccia. Tipo uno schiaffo. Forte.

E’ sempre meglio rischiare, affrontare le cose, guardarle negli occhi, senza paura. Sono cose che si devono per forza fronteggiare, sia perché magari sono degli obblighi a cui dobbiamo attenerci, sia perché spesso è l’unico modo che abbiamo per cambiare o per superare le nostre paure. 

Però mi sa che comincio da domani.